Marotta: «Stadio fondamentale. E bisogna valorizzare i diritti tv»

L’amministratore delegato dell’Inter ha toccato anche il tema Decreto Crescita: «Abbiamo un bravissimo allenatore come De Zerbi in Premier, se immaginiamo di riportalo a casa non ce la possiamo fare senza mantenere questa norma».

Inter seconda squadra
Giuseppe Marotta (Foto: MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Alla vigilia della trasferta di Champions League dell’Inter contro il Benfica, l’amministratore delegato del club nerazzurro Giuseppe Marotta è intervenuto al convegno “Sport Industry Talk”, organizzato da Rcs Academy e Corriere della Sera. Il dirigente di viale della Liberazione ha toccato tanti argomenti, dal nuovo stadio, che il club ha intenzione di costruire nell’area Cabassi di Rozzano, fino ai diritti tv e al Decreto Crescita.

«Lo stadio rappresenta un asset fondamentale nella storia di un club, dà un grandissimo senso di appartenenza oltre a garantire la valorizzazione delle risorse – ha dichiarato Marotta -. Quando si parla di stadio si parla di un fenomeno di interesse nazionale, questo sarebbe l’elemento che fa eliminare tutti gli aspetti di conflittualità che esistono nell’ambito dell’iter burocratico che ogni società deve affrontare, quindi bisognerebbe rendere più fluido il percorso. Quando si parla di strutture si deve parlare di centri sportivi dove crescono i nostri giocatori».

«Noi abbiamo un piccolo gioiello che è la Pinetina, ma nell’ambito del centro sportivo del settore giovanile siamo molto carenti e questo è un grandissimo problema – ha ammesso Marotta -. Potrebbe essere sostituito se il sistema scolastico si fa artefice di questo dovere sociale. In Spagna fino a 12 anni l’attività calcistica è nelle mani del sistema scolastico. Oggi per giocare anche negli oratori devi pagare una quota associativa e non è giusto. Questo porta anche al grande problema di generare talenti. Il discorso stadio deve essere un’attrazione per l’investitore privato e poi che intervenga lo Stato attraverso il Governo per considerare quello che è un asset fondamentale».

Altri due argomenti fondamentali per il futuro del calcio italiano sono i diritti tv e il Decreto Crescita: «Oggi la Premier ricava circa 4 miliardi di euro. Significa che questo invoglia la gente ad andare agli stadi e valorizzano il loro prodotto. Poi all’estero incassano 2 miliardi, quando noi speriamo di arrivare a 300 milioni. Il gap non è certo lo spettacolo che garantiscono, anche noi siamo in grado. Non è un caso che la scorsa stagione tre squadre italiane sono arrivate in finale nelle coppe europee. Decreto Crescita? Abbiamo un bravissimo allenatore che è De Zerbi che è in Premier, se immaginiamo di riportalo a casa con quello che guadagna senza Decreto Crescita, non ce la possiamo fare. Vale per gli allenatori, ma anche per i preparatori atletici che guadagnano delle cifre importanti. Se vogliamo riportarli in casa allora applichiamo anche per loro il Decreto Crescita».

Marotta ha da poco firmato il rinnovo di contratto con l’Inter che lo lega alla società nerazzurra fino al 2027: «Sono contento, nel momento in cui la proprietà mi propone il prolungamento sono fiero e riconoscente. La risposta, mia e dei miei colleghi Ausilio e Baccin, è stata positiva, siamo contenti di poter lavorare ancora per questi colori e questa società. Seconda stella o finale di Champions? La seconda stella rappresenta un evento storico importante per il club, anche la Champions. Tiriamo la monetina e quello che viene viene, l’importante è che sia uno dei due».

Un’ultima battuta sul lavoro da fare per il rinnovo di alcuni contratti dei più importanti giocatori della rosa a disposizione di Simone Inzaghi: «Non abbiamo scadenza precise, sono prolungamenti dove esistono due attori che intendono finalizzare in modo positivo. Se non sarà per la fine del 2023, sarà per l’inizio del 2024».