Exor, l’ultimo addio a una Borsa senza più attori

Piazza Affari, uno dei principali listini europei del circuito Euronext, è alle prese con un lento e progressivo ritirarsi delle società. L’ultimo addio in ordine di tempo riguarda il gruppo…

GEDI bilancio 2022

Piazza Affari, uno dei principali listini europei del circuito Euronext, è alle prese con un lento e progressivo ritirarsi delle società. L’ultimo addio in ordine di tempo riguarda il gruppo Cnh, che ha preferito restare quotato soltanto sul listino USA. Esattamente come la capogruppo Exor, holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla anche la Juventus, che pochi mesi fa ha deciso di traslocare ad Amsterdam dove ha la sede legale.

Ma quali sono i motivi di questi addii? L’Economia de Il Corriere della Sera parla di un mancato riconoscimento del valore delle aziende quotate da parte degli investitori, la convenienza a traslocare altrove, da Amsterdam a Wall Street, la complessità delle regole, la convenienza fiscale, la semplificazione e in qualche caso la possibilità di evitare gli oneri di comunicazione che la presenza in Borsa comporta.

In tutto sono una ventina le società che hanno fatto la scelta di dire addio. Si calcola che si siano persi circa 50-60 miliardi di capitalizzazione. Il sistema è stato storicamente bancocentrico, con imprese e banche più propense a finanziare la crescita con la via del prestito, non con quella della quotazione in Borsa, ma questa è una delle ragioni che ha condannato le aziende a non crescere.

Per questo forse è arrivato il momento di riaprire il dossier Borsa. Certo, in queste settimane, tra rete TIM e Monte dei Paschi, la Borsa sta vivendo una nuova centralità per le partite finanziarie. Ma ancora una volta non basta e bisognerebbe agire per renderla più attrattiva. Forse qualche investitore di lungo termine in più potrebbe funzionare ad argine alla fuga.