Lutto nel mondo del calcio: è morto Gianluca Vialli. L’ex attaccante di Sampdoria, Juventus, Chelsea e della nazionale è scomparso a 58 anni dopo una lunga malattia.
La famiglia di Vialli ha confermato la morte dell’ex campione con una nota. “Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli – fanno sapere -. Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l’hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori”.
Classe 1964, Vialli è nato a Cremona e cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Pizzighettone e Cremonese. Con la maglia grigiorossa debutta tra i professionisti nella stagione 1980/81, diventando poi uno dei protagonisti della promozione in Serie A nel 1983/84. L’estate 1984 passa alla Sampdoria, dove dopo un primo biennio complicato esplode insieme al compagno di reparto Roberto Mancini sotto la guida di Vujadin Boskov: insieme portano sotto la lanterna il primo storico scudetto nel 1990/91, oltre alla Coppa delle Coppe nel 1990 e a tre Coppa Italia. L’esperienza in blucerchiato termina nel 1992, dopo la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni a Wembley contro il Barcellona, con 141 reti in 328 presenze.
Nell’estate 1992 infatti passa alla Juventus, dove conquista subito la Coppa Uefa nel 1992/93 sotto la guida di Giovanni Trapattoni. Con l’arrivo di Marcello Lippi, invece, nella Torino bianconera Vialli festeggia lo scudetto e la Coppa Italia nel 1994/95, ma soprattutto è tra i grandi protagonisti della cavalcata in Champions League nella stagione 1995/96, conclusa con il successo ai rigori contro l’Ajax all’Olimpico di Roma (dove l’attaccante alza la coppa da capitano bianconero) che rappresenta ancora oggi l’ultimo trofeo europeo conquistato dalla Juventus. La finale di Roma è anche l’ultima gara di Vialli in bianconero, con una esperienza che si conclude dopo 145 presenze e 53 gol.
Nel frattempo c’è anche la nazionale. Con la maglia della Nazionale maggiore ha totalizzato 59 presenze e 16 reti: debuttò il 16 novembre 1985 nell’amichevole contro la Polonia, venendo convocato dal Ct Enzo Bearzot per giocare il Mondiale del 1986 in Messico, dopo essere stato nella stessa estate capocannoniere dell’Europeo Under 21. Inserito nella rosa dell’Italia per il Mondiale giocato in casa nel 1990 – dopo aver preso parte anche all’Europeo del 1988 – Vialli ha collezionato l’ultima apparizione con la Nazionale il 19 dicembre del 1992, a Malta, in una partita di qualificazione al Mondiale americano del ’94.
Nel 1996 passa così da svincolato al Chelsea, dove trova i connazionali Zola e Di Matteo. Nella prima stagione conquista subito la FA Cup ma i pessimi rapporti con l’allenatore-giocatore Ruud Gullit ne limitano il minutaggio nella stagione successiva. Tuttavia, a sorpresa il Chelsea nel febbraio 1998 promuove Vialli ad allenatore-giocatore, con un finale di annata in crescendo visto che i Blues conquistano la Coppa di Lega e la Coppa delle Coppe (in finale contro il Vicenza). Nel 1998/99 conquista la Supercoppa europea e al termine della stagione si ritira dal calcio giocato, mantenendo la carica di tecnico.
Nel 1999/2000 così guida il Chelsea nella prima avventura in Champions League, conquistando un’altra volta la FA Cup. Nella stagione successiva parte bene conquistando il Community Shield, ma a settembre viene esonerato dal Chelsea e sostituito da Claudio Ranieri. Nel giugno 2001 la sua carriera in panchina prosegue con il Watford, che guida per una sola stagione: dopo il 14° posto in First Division, viene esonerato nel maggio 2002.
La sua carriera da allenatore termina così con il Watford, con Vialli che diventa stimato opinionista televisivo. Nel novembre 2019 entra in FIGC, diventando (su idea del suo ex compagno alla Samp e ora ct Roberto Mancini) capo delegazione della nazionale. Una esperienza in cui celebra il trionfo agli Europei 2021, vinti a Wembley (lì dove aveva perso con la Sampdoria la finale di Coppa Campioni, anche se nella nuova versione dello stadio) contro l’Inghilterra ai rigori. Convivendo con le cure per un tumore al pancreas che sembrava averlo abbandonato, prima del peggioramento delle condizioni nelle ultime settimane che lo avevano costretto al ricovero in una clinica londinese.