Eredità Agnelli, spuntano nuovi documenti sul presunto tesoro offshore

Emergono nuovi dettagli sulla diatriba legale che vede coinvolti John, Lapo e Ginevra Elkann contro la madre Margherita Agnelli. Il Corriere della Sera ha consultato vari atti del procedimento del…

Elkann nuovo ad Ferrari

Emergono nuovi dettagli sulla diatriba legale che vede coinvolti John, Lapo e Ginevra Elkann contro la madre Margherita Agnelli. Il Corriere della Sera ha consultato vari atti del procedimento del tribunale di Ginevra, in Svizzera, da cui tra l’altro si scopre che Marella Caracciolo, la vedova dell’Avvocato morta nel 2019 e madre di Margherita, ha designato come unici eredi i tre nipoti Elkann.

Tali atti contengono documenti che sembrerebbero confermare i dubbi di Margherita Agnelli sull’esistenza di un patrimonio nascosto all’estero, dubbi che hanno portato la figlia di Marella a presentarsi in tribunale nel 2007. La posta in gioco è altissima: in ballo miliardi di euro, compresa la cassaforte Dicembre, oggi spartita tra i tre nipoti, vertice di un impero che attraverso Exor ha quote anche nella Juventus e in Ferrari.

Dal testamento di Marella Caracciolo comincia la battaglia vera e propria. Il giorno della morte della moglie dell’Avvocato, il 23 febbraio 2019, i nipoti presentano un’istanza contro la madre nel cantone di Berna, in Svizzera. La posizione dei tre è ferma: Margherita non è l’erede della defunta Marella. I motivi dell’istanza risalgono a circa quindici anni prima, quando Margherita rinunciò con un «patto successorio» alla futura eredità della madre.

Margherita ricorre quindi in tribunale, ma le sue pretese vengono respinte dalla Cassazione italiana nel 2015. Tuttavia, la figlia di Marella apre un altro fronte, quello di Ginevra per l’appunto, chiedendo di considerare nulle le intese del 2004 dal momento che mancava la forma notarile.

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Ad alimentare i sospetti su un patrimonio finora sconosciuto giungono dunque i documenti depositati in un procedimento penale intentato da Margherita contro Morgan Stanley e archiviato dai giudici di Zurigo, relativi a una ventina di società off-shore in paradisi fiscali come le British Virgin Islands, visionati dal Corriere della Sera. Molte di queste società sono intestate a Marella Caracciolo, altre sono riconosciuta a “membri della famiglia Agnelli”. Che fine ha fatto il patrimonio? Chi sono questi altri “membri” di cui parlano le carte?

I legali dei fratelli Elkann sono comunque di un altro avviso. Interpellati dal Corriere, affermano che la tesi di un «presunto tesoro nascosto è una storia assai vecchia e da tempo conclusa: tutte le autorità svizzere cui Margherita si era rivolta accusando la madre le hanno dato sempre torto. Margherita de Pahlen ha stipulato gli accordi successori quando la Fiat era in difficoltà ed ha così deciso di preferire, alla Fiat, ingentissime attività liquide e straordinarie opere d’arte. Non ha mai sostenuto di essere stata in alcun modo ingannata o indotta in errore. Ha avuto quello che ha voluto».