“Se arriva qualcuno che investe nel calcio in questo preciso momento significa che il calcio è ancora appetibile. In tempo di covid sembra una manna di Dio. Ti possono dare una gestione importante, una visibilità a livello mondiale e quindi portare la Serie A dove si merita”. È questa la posizione di spiega di Massimo Ferrero, patron della Sampdoria, in una intervista all’ANSA.
Aggiungendo inoltre la volontà di chiedere il rinvio dell’assemblea di domani sui diritti tv, perché “non si può prendere una decisione così importante in videoconferenza”. “Non entro nel merito se sia giusto votare prima i fondi o meno”, le parole di Ferrero. “Dico solo che per me l’assemblea di domani va rinviata, non si può decidere al telefono riguardo i nostri prossimi tre anni, non si può fare in videoconferenza una riunione di questo peso. Va fatto un approfondimento importante, bisogna parlare ancora di tanti temi come diritti d’archivio. L’assemblea di domani va rinviata per approfondire i temi e poi ritrovarci quanto prima a guardarci in faccia”.
Un tema, quello dei diritti tv, che si intreccia con quello dei fondi. “Faccio un appello di buon senso a tutti gli altri presidenti: non ci devono essere squadre piccole, medie o grandi, ci deve essere la Serie A. Meno male che ci sono le big ma è cambiata l’epoca, oggi non ci sarebbe la Juventus senza la Sampdoria, non ci sarebbe l’Inter senza il Genoa”, prosegue Ferrero. L’operazione fondi, secondo la posizione del club ligure, è strategica, prima ancora che economica.
“L’ingresso di questi soggetti apporterebbe a tutti i club un importante irrobustimento del proprio patrimonio; la distribuzione di 1,4 miliardi, corrispettivo pagabile dal Fondo al netto degli accantonamenti, costituirebbe un incremento del capitale investito in azienda, diminuirebbe l’indebitamento di ciascun squadra e quindi determinerebbe una maggior forza dei club anche sul mercato internazionale; un aiuto a livello finanziario oltre a distribuire soldi che porterebbero ad un incremento del patrimonio netto per le società. E si darebbe la gestione commerciale ad un soggetto (Media-co) che, gestito da un a.d. nominato dai Fondi, avrebbe come proprio scopo e missione quello di far fruttare i propri investimenti, con un comportamento quindi razionale, che spesso è mancato collegialmente in Lega”, spiega Gianluca Vidal, braccio destro di Ferrero e membro del cda della Sampdoria.
“I fondi verrebbero remunerati solo nel caso in cui riuscissero a far crescere il fatturato della Serie A, sarebbe illogico si comportassero senza seguire questa strategia che potrebbe consentirci di riportare il campionato italiano ai livelli ai quali merita d’essere (ed è stato) – aggiunge Vidal -. Troppo potere nelle loro mani? All’inizio, pur avendo il 10% delle quote, avrebbero anche più peso del 25% di diritti di voto di cui si è parlato, ma a livello sportivo la gestione resta alla Lega che avrebbe comunque l’ultima parola anche per quello che riguarda il business plan”.
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Ferrero inoltre guarda anche al sistema calcio più ampio, appoggiando la ricandidatura di Gabriele Gravina come presidente della Figc, anche alla luce di come abbia traghettato il mondo del pallone fuori dalle difficoltà. “Dire che siamo al collasso mi sembra un parolone – prosegue il patron della Sampdoria -, abbiamo gestito la pandemia grazie al presidente Gravina e a Lega Serie A in modo eccellente, se gli facciamo continuare il lavoro con le riforme che sono in atto forse possiamo risolvere i problemi del sistema calcio. Lo Stato non ci ha aiutato ma ce la stiamo facendo da soli, con il presidente Gravina che va riconfermato perché ha gestito questa pandemia in un modo eccellente”.
Passando anche dalle riforme, a partire, secondo Ferrero, dagli arbitri. “Faccio un grande in bocca al lupo al nuovo presidente dell’Aia Alfredo Trentalange, non ho la fortuna di conoscerlo ma so che è una persona di spessore – il pensiero del numero uno doriano – Ma gli vorrei chiedere, perché siamo l’unico paese a perdere per strada arbitri importanti solo per una questione di età? Rischiamo di non avere arbitri agli Europei e ai Mondiali perché i giovani si trovano da soli. Se un arbitro è idoneo, anche a 48 anni, perché deve smettere? Abbiamo perso arbitri come Rocchi e lo stesso Rizzoli, ora stiamo rischiando di perdere uno come Orsato. Abbiamo giovani di grande talento, che è giusto lanciare e valorizzare, ma accompagnati lungo il percorso dai nostri arbitri più esperti e che tutto il mondo c’invidia”.